Ripartire, oggi, fa un po’ paura. Fa un po’ paura per la “coda” dell’epidemia generata da un virus aggressivo e, senz’altro, molto contagioso.

Nonostante questo, però, occorre avere il coraggio di ricominciare, nel rispetto delle regole imposte dal Governo e, soprattutto, con tanto, tanto, buonsenso.

Il panorama di riferimenti normativi e tecnici, ad oggi, potrebbe spaventare chiunque. Da febbraio 2020, in due mesi e mezzo, sono state pubblicati 77 documenti (SETTANTASETTE, AVETE LETTO BENE!) che regolano le restrizioni e le ripartenze.

Fissiamo due princìpi:

1) le attività devono essere svolte “in sicurezza”, con l’obiettivo di LIMITARE e CONTRASTARE la diffusione del Coronavirus.

2) Occorre PROTEGGERE i lavoratori delle aziende, che devono essere TUTELATI e lavorare in sicurezza, SENZA AMMALARSI di CoVid sul posto di lavoro.

Ad oggi, chi fa ristorazione (BAR; RISTORANTI; GELATERIE, PASTICCERIE, ECC) può operare SOLO CON DUE MODALITA’:

– ASPORTO (Il Cliente prende il prodotto e lo porta fuori dal locale, CON DIVIETO DI CONSUMARLO ALL’INTERNO DEL LOCALE STESSO O NELLE ADIACENZE);

– CONSEGNA A DOMICILIO (Il Personale dell’esercizio PORTA AL DOMICILIO del Cliente quanto è stato acquistato).

Per quanto riguarda la SANIFICAZIONE DEI LOCALI prima della riapertura, NON C’E’ NESSUN OBBLIGO DI AFFIDARSI A DITTE ESTERNE.

Si può operare utilizzando in sicurezza (secondo quanto indicato nelle schede di sicurezza) prodotti a base di cloro o di perossido di idrogeno spruzzati sulle superfici anche solo con un semplice nebulizzatore (quello per il solfato di rame ai pomodori, per intenderci).

Ciò che è importante fare è utilizzare, durante le operazioni, i DPI indicati.

Sto preparando un breve riassunto delle procedure di sanificazione utili in tempo di CoVid.

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